L’idea di un festival del cinema di mare a Chioggia all’apparenza potrebbe sembrare una percezione ed un intento piuttosto immediato.
In realtà la condivisione dell’idea sottopostami dal responsabile ed ideatore del progetto Alvaro Gradella ha dietro di sé un percorso, non lungo per la verità, ma sicuramente profondo o quanto meno intenso.
E’ la convinzione che non possa esserci “l’arte” per un’amministrazione pubblica senza che ci sia “il territorio” che per Chioggia significa “Città d’acqua”, quella città d’acqua percepita non solo come la laguna e il mare del lavoro, della pesca, ma come quella “Laguna d’Arte” capace, ed in poche città possono farlo, di fondare l’Arte con l’elemento acqua, con la dimensione del mare e della laguna.
In laguna ed in mare ci sono gli elementi naturali, ambientali, ma ci sono anche tutte le storie di uomini con le loro pregnanti esperienze di vita.
C’è lo spirito, c’è il sentimento.
Tutto ciò assieme ci porta a sganciarsi da forme di superficialità ed di indifferenza, ci portano all’identità, alla consapevolezza di ciò che si è.
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E’ per questa via che il festival del cinema di mare diventa una grande e feconda idea, diventa una prospettiva per un futuro concorso, per un centro di cinematografia del mare ed, in definitiva, sostanzierà, il dato di un’identità culturale.
Mi auguro che sia questo ciò che accadrà, magari ignorato dallo spettatore perchè troppo preso dalla pellicola e dal contesto di una proiezione inevitabilmente all’aperto e quindi a contatto con quel sentire qui solo accennato.
L’Assessore alla Cultura
Nicola Boscolo Pecchie
