Folco Quilici, il padre nobile del “Chioggia Sea Movie Festival 09”, è nato a Ferrara nel 1930 da Nello Quilici, storico e giornalista e Mimì Buzzacchi, pittrice. I suoi film dedicati al rapporto tra l’uomo e il mare sono stati distribuiti in tutto il mondo: Sesto Continente (Premio Speciale alla Mostra del Cinema di Venezia del 1954), Ultimo Paradiso (Orso d'Argento al Festival di Berlino del 1956), Tikoyo e il suo pescecane (Premio Unesco per la Cultura del 1961), Oceano (Premio Speciale Festival di Taormina del 1971 e Premio David di Donatello 1972), Fratello Mare (Primo Premio al Festival Internazionale del Cinema Marino, Cartaghena, 1974) e Cacciatori di Navi, 1991 (Premio Umbria Fiction, 1992). Folco Quilici ebbe la nomination all'Oscar nel 1971 per Toscana, uno dei quattordici film de l'Italia dal Cielo alla quale hanno collaborato nomi di massimo prestigio come Calvino, Sciascia, Silone, Praz, Piovene, Comisso. Dal 1971 al 1989 ha diretto e curato la rubrica GEO di Rai 3. Dal 2002 collabora con importanti serie televisive su Sky-Marco Polo e per questi programmi è stato dichiarato Personaggio dell'anno nel 2006. Per il suo impegno nella TV culturale ha ricevuto il Premio della Critica Francese per Mediterranéé e il Premio della Critica italiana per India, Alba dell'Uomo e Festa Barocca. "Targa d'Oro Europea del cinema storico-culturale è stato premiato al "Festival del Popoli per il suo lavoro sul mondo primitivo. Parallelamente al suo impegno come autore cinematografico, dal 1954 Quilici ha pubblicato in tutto il mondo numerose saggi tra cui Sesto Continente (1965) vincitore del Premio Marzotto, Gli ultimi primitivi (1972), Il Riflesso dell'Islam (1983), L'Uomo Europeo (1983) I Mari del Sud (1991), Il Mio Mediterraneo (1992), Le Americhe (1993), La mia Africa (1992), Tobruk 1940 (2004). Tra il 1976 e il 1979 ha diretto La Grande Enciclopedia del Mare. Per la narrativa ha edito anche all'estero: Cacciatori di Navi (1985) tradotto negli Stati Uniti e Premio Fregane, Cielo Verde (1997), romanzo nella classifica dei più venduti in Italia, Naufraghi (1998). Nel 1999 con il romanzo Alta Profondità inizia il sequel composto da L'Abisso di Hatutu (2001), Mare Rosso (2002), I Serpenti di Melqart (2003), La Fenice del Bajkal (2005). Nel 1997 ottiene il "Premio Internazionale Cultura del Mare" e nel 2000 il "Tridente d'Oro alla Carriera", dall'Accademia delle Arti della Scienza Subacquea. Quilici collabora con la stampa italiana e internazionale dal 1954: ha pubblicato su Life, Epoca, Panorama, Europeo, La Stampa, Il Corriere della Sera e Il Giornale. Ha vinto il "Premio Italia" di giornalismo (1969) e il "Premio Giornalistico Europeo" (1990). Nel '94 è "Penna d'oro" per i suoi servizi sull'America Latina. Nel 1983 gli è stata conferita dal Presidente Pertini la "Medaglia d'Oro" per meriti culturali e nel 1997 ha ricevuto il "Premio Campidoglio per la Carriera, per il giornalismo culturale" Dal 2002 collabora a una serie di volumi dedicati alle aree protette dei mari italiani. Presidente dell'ICRAM, Istituto Centrale per la Ricerca Scientifica e Tecnologica Applicata al Mare e Direttore del mensile "Mondo Sommerso", è tra i soci fondatori dell'H.D.S. (Historical Diving Society) e dell'Associazione Ambientalistica MAREVIVO e membro dal 2001 della SOCIETA' GEOGRAFICA ITALIANA. Come fotografo opera dal 1949 e nel 1998 è stato dichiarato "Great Master for creative excellence" dall'International Photo Contest: l’archivio di oltre un milione d'immagini a colori e in bianco e nero è ora custodito da Alinari. Nel 2006 l’autorevole rivista americana FORBES ha inserito Folco Quilici tra le cento firme piú influenti del pianeta. A lui il “Chioggia Sea Movie Festival 09” dedica la serata inaugurale di domenica 9 agosto. Infatti, il grande Folco ha acconsentito a farci quest’anno da padre nobile, rilasciandoci un’intervista esclusiva nel suo studio romano, che verrà proiettata il 9 agosto ai Murazzi Sud. A seguire, il suo film avventuroso “Cacciatori di navi” del 1992 con Fabio Testi e Michael Beck.
Luca Zaia
L’idea di un festival del cinema di mare a Chioggia all’apparenza potrebbe sembrare una percezione ed un intento piuttosto immediato.
In realtà la condivisione dell’idea sottopostami dal responsabile ed ideatore del progetto Alvaro Gradella ha dietro di sé un percorso, non lungo per la verità, ma sicuramente profondo o quanto meno intenso.
"Quando una città come Chioggia comprende l’importanza della propria identità culturale e lavora per potenziarla attraverso un’offerta culturale diversificata, allora si preparano le basi per poterla estendere anche al di fuori dei confini comunali.